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Impossibile non notare la solitaria e misteriosa Torre di Caprona quando si viaggia in auto nel Lungomonte Pisano. Si tratta della Torre degli Upezzinghi, una torre ottocentesca che è diventata ormai il simbolo più caratteristico della zona, incastonata su uno sperone di roccia consumato da una cava che domina la vallata sottostante. La località di riferimento è quella di Caprona, dalla quale la torre ha preso il nome utilizzato popolarmente, il Comune di appartenenza è invece quello di Vicopisano in provincia di Pisa.

Caprona, la Torre degli Upezzinghi dove combatté Dante - immagine 203

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Una copia ottocentesca

Proprio su questo colle in posizione dominante si trovava un castello in età medievale, la cui esistenza era stata documentata già dal 1051, un castello conteso a lungo tra Pisani e Fiorentini che infine lo smantellarono nel 1433. Sembra che la Torre degli Upezzinghi che possiamo vedere oggi non sia altro che una copia della torre di avvistamento del castello che faceva parte del sistema difensivo della Repubblica Pisana. Attraverso questa torre era possibile comunicare con le altre torre e fortezze circostanti, come per esempio la Rocca della Verruca e le torri di Uliveto. 

Proprio scendendo a valle dalla Rocca della Verruca, a seguito di un lungo trekking che ci ha portato a vedere in una giornata completamente limpida uno splendido panorama sul territorio pisano, addirittura fino alle isole dell’arcipelago toscano, abbiamo raggiunto anche il precipizio nei pressi del quale la Torre di Caprona si staglia da secoli. Si tratta di un contesto naturalistico molto suggestivo e affascinante, tra la macchia mediterranea con le sue pinete profumate, gli uliveti dai quali si produce un olio ottimo e le rocce calcaree aspre e brulle.

Caprona, una zona contesa

Questa è sempre stata una zona estremamente contesa: il controllo dei territori situati tra il fiume Arno e la propaggine meridionale del Monte Pisano era infatti di importanza strategica sia per i pisani che i fiorentini e proprio questa torre, con le spalle coperte dai monti e la parte frontale aperta invece su tutta la vallata, era in posizione fondamentale.

Caprona, la Torre degli Upezzinghi dove combatté Dante - immagine 206

Dante combatte al castello di Caprona

Nel 1289 il castello di Caprona venne assediato dall’esercito della Lega Guelfa Toscana guidato da Nino Visconti, che riuniva lucchesi e fiorentini e che sconfisse le truppe ghibelline pisane guidate da Guido di Montefeltro. A questo importante assedio prese parte anche Dante Alighieri, che racconta questo episodio nella Divina Commedia, all’interno del XXI Canto dell’Inferno. La Lega Guelfa infine vinse dopo un assedio durato otto giorni.

Come già detto, il 16 agosto 1289 Dante combatté nella battaglia per la presa di Caprona, insieme ad altri quattrocento cavalieri e a 2000 pedoni facenti parte della milizia fiorentina: 

Per ch’io mi mossi e a lui venni ratto;

e i diavoli si fecer tutti avanti,

sì ch’io temetti ch’ei tenesser patto;

così vid’ïo già temer li fanti

ch’uscivan patteggiati di Caprona,

veggendo sé tra nemici cotanti.

(Dante Alighieri, Canto XXI dell’Inferno, vv. 94-96)

Nella quinta bolgia dell’VIII cerchio dell’Inferno vengono puniti quelli che hanno peccato di baratteria e che il contrappasso infernale vede totalmente immersi nella pece. Mentre si trovano in questo girone, Dante e Virgilio vengono avvicinati da un gruppo di diavoli…Virgilio dialoga con loro per ottenere un accordo e invita quindi Dante ad avvicinarsi. Il timore che Dante prova in questa occasione gli fa tornare alla mente quello che avevano provato i fanti pisani che uscivano da Caprona, dopo aver negoziato la resa.

Oggi alla base della parete rocciosa possiamo trovare un’epigrafe con i versi danteschi.

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Author

Nata a Pisa nel 1990, nella stessa città mi sono laureata in Studi Internazionali e attualmente lavoro e vivo insieme a mio marito e alla nostra bambina. Amo i giochi da tavolo con gli amici, leggere, scrivere, cucinare piatti etnici, oltre che viaggiare, vicino e lontano: la mia più grande passione.

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